|
Premessa
Le forme pedo e geo-morfologiche
presenti alle quote superiori ai 2000 m nel Parco Nazionale della
Majella, risultano fortemente influenzate dal glacialismo del
quaternario. Nelle aree sommitali sono presenti numerose morfologie
attive e relitte, tipiche dell’ambiente periglaciale come
rock glaciers, roches montonées, erratici, suoli con torba,
kettle holes e suoli con morfologia superficiale a patterned ground.
Studi condotti nell’ultimo decennio sulle temperature delle
regioni fredde della terra hanno evidenziato un trend crescente
e hanno previsto, nel corso di questo secolo, un aumento medio
di temperatura variabile da 1 a 3,5 C°, con effetti particolarmente
evidenti nelle zone nord europee. Sembra infatti che nelle aree
nordiche e negli ambienti periglacili gli effetti del riscaldamento
globale siano più evidenti in quanto si rischia letteralmente
di stravolgere i processi pedogenetici a causa del parziale scioglimento
dello strato di permafrost. Gran parte del carbonio del suolo
è contenuto infatti nelle regioni sopra il 60° parallelo,
dove la presenza del permafrost fino a poco tempo fa ha rallentato
l’attività microbica e il processo di degradazione
della sostanza organica favorendone l’accumulo. A questo
proposito si sa molto poco dell’effetto del cambio climatico
sugli ambienti periglaciali del bacino del Mediterraneo come ad
esempio il massiccio della Majella.
Lo studio delle forme pedo e geomorfologiche condotto nel Parco
Nazionale della Majella, ha permesso di ampliare le conoscenze
ecologiche relative a questo ambiente, e di monitorare più
adeguatamente i cambiamenti legati all’innalzamento termico
in atto, attraverso lo studio del pool di carbonio contenuto nei
suoli, degli scambi gassosi che intercorrono tra suolo e aria.
|
|
|